Verso un patto per l'innovazione

“Al lavoro per la Milano del futuro” è stato il tema dell’ultimo  seminario Consiglio generale Cisl Milano Metropoli che ha messo  luci e ombre della situazione attuale in campo economico della capitale morale d’Italia. Dopo la relazione del segretario generale Carlo Gerla (vedi intervento linkato) ci sono state le testimonianze di alcune categorie e gli interventi degli invitati

 

Fit (Trasporti e logistica) - Giovanni Abimelech Segretario generale della Lombardia , ha parlato  di prossime assunzioni in Trenord e Atm con macchinisti, manutentori e biglietteria. “Un’occupazione stabile e controllata in aziende molto sindacalizzate  ma ci immaginiamo la città davvero in rete, che potrebbe essere un modo per “autoavvelenarsi di meno”. La questione dell’inquinamento non può prescindere dal progresso. Atm prevede entro il 2030 il parco autobus a diesel totalmente trasformato in elettrici:  2mila nuovi veicoli che però, da soli,  non risolvono però il problema.  C’è bisogno di una regia dei servizi, bisogna evitare nelle ore di punta l’accavallamento di persone e mezzi, la tecnologia può aiutare.

E poi c’è Amazon, azienda innovativa per antonomasia  “Come è possibile non essere esigenti con chi ha mezzo milioni di dipendenti  con 11 miliardi di utile annuo netto? L’azienda deve preoccuparsi del rispetto delle regole anche nell’indotto.”.

 

Fistel (Editoria e telecomunicazioni). Silvio Belleni segretario milanese e lombardo della categoria,  della Fistel regionale,  affronta le conseguenze del cambiamento dal punto di vista delle relazioni sindacali  “Siamo rimasti indietro, anche rispetto alle nostre aziende. Il dumping nei contratti deve finire ma ce ne sono troppi. Prendiamo il settore editoria, sono legati a un mondo che non esiste più. La rivisitazione delle filiere e settori è necessaria all’interno delle categorie.  Noi promuoviamo la formazione, l’aggiornamento e la riqualificazione, bisogna fare la mappatura dei bisogni formativi e usarli bene.

Fim (Metalmeccanici) Per Christian Gambarelli, segretario generale milanese,  “Milano è territorio di resistenza ma anche anticipazioni di trend nel mercato di lavoro, supera i fenomeni di stagnazione perché ha degli anticorpi, ma uno dei rischi che corre è che si faccia inquinare dalla politica dello scontro. Se si ferma Milano si ferma la Lombardia e l’Italia, lo diciamo ai governatori. La Cisl promuove la riorganizzazione del lavoro e l’approccio sta iniziando a dare frutti, nella condivisione di obiettivi e dati trasparenti. Il tavolo sperimentale con Assolombarda sul tema della partecipazione è avviato, mentre il 65% delle imprese metalmeccaniche fa fatica a trovare competenze nel mercato del lavoro adeguate alle esigenze.

Femca (chimici) Ogni settore ha la sua specificità. La Femca, che raggruppa chimici e altre attività produttive innovative, Eustachio Rosa, il segretario generale di Milano sottolinea: “L’innovazione è affrontata diversamente in chimica, in farmaceutica e in tessile-moda. Per esempio, la digitalizzazione spesso entra meglio e prima in aziende che sono connotate come tradizionali”.

Fisascat (commercio, turismo, servizi) Luigino Pezzuolo, segretario generale di Milano, punta sulla riqualificazione: “Dobbiamo impegnarci a riqualificare le persone rispetto all’utilizzo delle tecnologie perché è questo l’effetto sociale dell’innovazione. La vendita attraverso internet, call center, sono sintomo dei tempi che cambiano. Però già oggi grandi aziende come BMW e Accenture stanno assumendo persone che hanno capacità e stanno licenziando altre considerate obsolete”.

Da parte sua, Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, ha sottolineato   come oggi nel mondo del lavoro ci siano professioni ad alto valore aggiunto: “Anche l’operaio gestisce macchine come un medico, sono lavori moderni di alto profilo. Per questo è un peccato che il governo abbia eliminato la spinta propulsiva su Industria 4.0. Questo è un momento epocale: abbiamo intercettato la rivoluzione mentre si compie, nelle rivoluzioni precedenti sono state fatte analisi ex post. Dobbiamo lavorare assieme e approfittarne, mettendo in campo le ricette economiche tenendo conto della flessibilità sul modo di lavorare in un’accezione di moderno welfare. La silver economy vedrà sempre più persone mature ancora lavorare non legate a un orario o un luogo”.

Fabio Sdogati, ordinario di Economia internazionale al Politecnico di Milano,ha spiegato come,  la globalizzazione iniziata negli anni Cinquanta ha lasciato il passo alla regionalizzazione. “L’atteggiamento protezionista di Trump in America ci racconta che le merci ormai perennemente in viaggio, stanno cambiando le modalità produttive. Nessun prodotto potrà mai essere più definito “made in”, ma Trump impone che i produttori Usa di auto possano acquistare senza dazio con parti e componenti da imprese dove il costo del lavoro è al minimo 16 dollari all’ora. Questo accordo ridirige le catene globali di produzione. E i produttori di auto americani devono avere il 72% di contenuto locale, questa è una ri-regionalizzazione dei processi produttivi”.

Segno dei tempi che condivide anche il segretario nazionale di Cisl  Piero Ragazzini “Il Novecento è finito e penso che si debbano fare due grandi operazioni: superare la logica di sindacato antagonista e diventare agonista, quindi un attore che sta in campo con i suoi valori a dare le proprie competenze. Solo un patto per l’innovazione ci permetterà di continuare a fare il nostro mestiere con entusiasmo”.

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